Alice nella Città
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15/25 October 2020 alice nella città

Fuori concorso

Il programma del Fuori concorso quest’anno punta sulla scoperta e sulla valorizzazione del giovane cinema italiano.

 

Fuori concorso


Il programma del Fuori concorso quest’anno punta sulla scoperta e sulla valorizzazione del giovane cinema italiano.

Il programma del Fuori concorso quest’anno punta sulla scoperta e sulla valorizzazione del giovane cinema italiano. Quello che spesso appartiene ad una nuova generazione di registi, che si muovono al di fuori dei circuiti commerciali/tradizionali, tra le università e le scuole di cinema. Quello capace di raccontare storie intense e coraggiose nei modi inventivi del cinema indipendente. Documentari, film inediti mai usciti in sala per il grande pubblico o passati velocemente in un festival.

Sono 5 i film che comporranno la selezione che presenta temi a contrasto mostrando la forza di una realtà che non è mai semplice spettacolo.  MOVIDA, opera prima di Alessandro Padovani è uno sguardo vitale e inedito sui giovani della provincia bellunese. Un docufilm  di poche parole e molte suggestioni, reale e poetico allo stesso tempo.  Filmati che con un montaggio veloce di volti, paesaggi, neve, tramonti, matrimoni, corse d’auto, bambini che giocano, persone che ridono, testimoniano con immediatezza e sincerità, e senza alcuna retorica, che in quei territori un tempo c’era una vita felice e piena. Un’autentica piccola sorpresa. 

A ben guardare tra gli esordi di quest’anno, c’è uno stile comune a molti nuovi autori: concreto, fisico, corporeo, ricco di dettagli che non si accontentano dell’evasione, dell’inerzia ma prendono posizione nella storia, sono curiosi dell’altro, cercano come nel documentario di Michele Pennetta IL MIO CORPO una realtà migliore di quella raccontata. Michele Pennetta fa una riflessione aperta sullo stato di abbandono in cui versa una regione intera, devastata dall'inquinamento, conseguenza diretta dell’assoluta mancanza di controllo da parte delle istituzioni italiane ed europee.

Non è né un reportage né un documentario classico. È un’immersione nella vita di alcune persone che, reagendo all'abbandono dello Stato e delle istituzioni, hanno escogitato metodi di sopravvivenza che si collocano fuori dal sistema e seguono regole che si sono creati da soli. Cercano nella forza del racconto personale di Alexis studente talentuoso e orgoglioso della National Ballet School di Cuba, in CUBAN DANCER di Roberto Salinas, un flusso energetico dirompente che tutto travolge.

Ci sono storie di ragazze autodeterminate, che hanno fisicità combattive e consapevoli che sfidano le tradizioni conservatrici, CLIMBING IRAN di Francesca Borghetti, offre una riflessione audace, anche se sottile, sull'esperienza delle donne nella società iraniana. Nasim, alpinista e free-climber, con mani molto forti e unghie dipinte di smalto rosa shocking, è capace di aprire “nuove vie” su roccia e sulle montagne culturali del suo Paese. C’è anche nel film di Chiara Bellosi, PALAZZO DI GIUSTIZIA, la voglia di andare oltre lo sguardo cinematografico delle inquadrature, per cercare quelli che rimangono fuori campo e all’esterno dell’aula, di cui il film racconta la solitudine.  A prestare volto ai vari protagonisti un cast formato da attori professionisti e non, in cui Daphne Scoccia e Andrea Lattanzi accompagnati dall’esordiente Sarah Short, ne sono l’anima.