Alice nella Città
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15/25 October 2020 alice nella città

Il manifesto di Alice nella Città 2020

L’immagine del manifesto di quest’anno, ci aiuta a liberare lo sguardo su quel territorio vagamente minaccioso, legato al desiderio e alla fase in cui si esplorano e si costruisce la propria identità, la propria voce e il proprio ruolo sociale, mentre il corpo attraversa un tumulto di trasformazioni che non ha uguali nello sviluppo umano.

 

Il manifesto di Alice nella Città 2020


L’immagine del manifesto di quest’anno, ci aiuta a liberare lo sguardo su quel territorio vagamente minaccioso, legato al desiderio e alla fase in cui si esplorano e si costruisce la propria identità, la propria voce e il proprio ruolo sociale, mentre il corpo attraversa un tumulto di trasformazioni che non ha uguali nello sviluppo umano.

L’immagine del manifesto di quest’anno, ci aiuta a liberare lo sguardo su quel territorio vagamente minaccioso, legato al desiderio e alla fase in cui si esplorano e si costruisce la propria identità, la propria voce e il proprio ruolo sociale, mentre il corpo attraversa un tumulto di trasformazioni che non ha uguali nello sviluppo umano.

Abbiamo scelto Zuzu perchè il lavoro che sta facendo con le sue graphic novel (CHEESE Coconino press 2019), ci sembra necessario, perché i suoi disegni fissano l’idea che le storie, quando escono da quel casino chiamato ‘ordine’, ci liberano dalle simmetrie e dalle gabbie in cui la società rinchiude i sentimenti. Intuisce che omettere ai ragazzi le vibrazioni di quelle terre, vuol dire spossessarli e negare loro uno strumento di conoscenza e di comprensione indispensabile per riflettere su identità, relazioni, educazione alle differenze, aspettative, ribellioni e condizionamenti culturali che ci rassicurano sulla giustezza dei nostri sentimenti.

L’acqua per sua natura si adatta continuamente al contenuto che la ospita, è la sua prima qualità. Cambiare non sembra spaventarla o corromperla.

Noi esseri umani siamo sfortunati, perché pur condividendo con essa il destino di prendere forme sempre nuove non abbiamo tutti il privilegio di poter crescere, costruire la nostra identità e rispettare la nostra natura così fluidamente. Eppure fluidi lo siamo, perché cresciamo ogni momento.

La seconda qualità dell’acqua è quella di deformare tutto ciò che la attraversa, come il corpo protagonista del manifesto che ho disegnato.

Questa proprietà ci restituisce con l’inganno la grande fortuna dell’indefinito e della sfumatura.

Ritrae per noi i confini della libertà, che sono confini mobili, miti.

Se siamo in acqua nessuno può classificarci o darci un’etichetta, siamo fedeli alla nostra fluidità.

Se siamo in acqua ci ribelliamo ai contorni, alle sagome di una società grigia, perché fatta solo di bianchi e neri.

Una società che ci dice di fare il morto per stare a galla, e non ci insegna a nuotare.

ZUZU