Alice nella Città
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15/25 October 2020 alice nella città

Palazzo di giustizia

In circa ottanta minuti, il debutto di Chiara Bellosi affronta un tema capitale da una prospettiva intima: quali sono i confini della legittima difesa? Come fare i conti con le proprie coscienze?

 

Palazzo di giustizia


In circa ottanta minuti, il debutto di Chiara Bellosi affronta un tema capitale da una prospettiva intima: quali sono i confini della legittima difesa? Come fare i conti con le proprie coscienze?

È una giornata come tante altre e in un tribunale si sta consumando l’udienza di un processo. Sul banco degli imputati, un giovane rapinatore, dietro le sbarre, e il benzinaio che ha reagito al furto uccidendo il complice del ladro. Fuori dall’aula, le figlie: quella della vittima, una bambina, girovaga per il palazzo di giustizia alla scoperta delle piccole cose che compongono quel pezzo di mondo (le pozzanghere, il distributore, le mani sporche); e quella dell’imputato, adolescente senza stimoli che abita con il padre all’imbocco dell’autostrada, conosce un ragazzone gentile che sta lavorando lì. Mentre scende la sera, la sentenza tarda ad arrivare. In circa ottanta minuti, il debutto di Chiara Bellosi affronta un tema capitale da una prospettiva intima: quali sono i confini della legittima difesa? Come fare i conti con le proprie coscienze? Fino a che punto siamo disposti a comprendere qualcosa che non è alla nostra portata? Chi subisce le conseguenze del dolore? Non a caso, la centralità narrativa non è affidata ai due uomini coinvolti nel fatto giudiziario ma alle giovani figlie, le vittime dimenticata dai verbali e dalle cronache, investite della responsabilità di garantire l’ipotesi di una speranza fuori dal tribunale. Con una sensibilità che proviene dall’esperienza del cinema del reale, Bellosi misura il suo sguardo umanista attraverso una regia asciutta e mai retorica, (attenzione al silente e toccante incontro in bagno tra la vedova del rapinatore ucciso e il benzinaio), restituendo una narrazione capace di andare oltre le semplificazioni per confrontarsi con la complessità del reale.

Lorenzo Ciofani (Rivista: Cinematografo)